Ospiti della dott.ssa Vittoria Agostini su Trentino TV nella puntata di Meeting del 9 marzo, il dottor Giuliano Brunori, primario dell’Unità operativa nefrologia ed emodialisi dell’APSS nonché Direttore sanitario e coordinatore del Centri dialisi di Rovereto, Arco, Tione, Borgo Valsugana, Cles e Cavalese, la dottoressa Diana Zarantonello, dirigente medico presso l’Unità operativa nefrologia ed emodialisi e Presidente di APAN, e la dottoressa Nadia Buccella, dirigente medico dell’Unità operativa nefrologia ed emodialisi e responsabile dell’Ambulatorio di trapianto renale.
“La Giornata mondiale del rene del 10 marzo – spiega la dott.ssa Zarantonello nel corso della trasmissione – è dedicata all’auspicio di colmare il divario di conoscenze che c’è sulla malattia renale. Sappiamo che circa una persona su dieci soffre di malattia renale. In Italia abbiamo circa 45.000 pazienti in dialisi e ci aspettiamo nei prossimi anni che la malattia renale diventerà la quinta causa di mortalità a livello mondiale.”
Dopo l’infezione Covid-19 otto pazienti su dieci non riacquistano il completo benessere
di Romina Valentinotti*
I dati sinora emersi da svariati studi suggeriscono che le sequele dell’infezione da SARS-CoV-2 e della patologia Covid-19 potrebbero variare nella presentazione ed estendersi oltre il tipico periodo di recupero post virale. Alcuni pazienti sperimentano gravi complicazioni durante la fase acuta della malattia, che interessano la funzione polmonare, cardiovascolare, epatica, renale, cognitiva e neurologica. I guariti riferiscono una serie di sintomi persistenti che influiscono negativamente sul benessere fisico, mentale e sociale. Alcune di queste complicanze sembrerebbero verificarsi indipendentemente dalla gravità della forma acuta dell’infezione.
La maggior parte degli studi pubblicati per SARS-Cov-2 finora sono stati di dimensioni ridotte e principalmente incentrati sulle sequele cliniche in pazienti ricoverati in ospedale per Covid-19.
[3] Una storia lunga quarant’anni di Rosangela Peruzzo, Denise Baldi, Roberta Cavagna, Doriana Dandrea, Lorenzo Denart, Lucia Fabrizio, Marighetti Mara, Dinaornella Perer, Anna Valandro, Silvana Stefani, Mariateresa Zotta
[6] L’esperienza dell’ambulatorio di Trieste di Romina Valentinotti
[9] Priorità della qualità di vita del paziente di Alessia Dal Piaz
Con la Circolare del 14 settembre il Ministero della Salute ha dato indicazione a somministrare una dose addizionale del vaccino anti COVID-19 (quindi aggiuntiva dopo il completamento del ciclo vaccinale di due somministrazioni) al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. Le categorie di pazienti che hanno diritto a ricevere tale dose addizionale in maniera prioritaria sono quelli che soffrono di una marcata compromissione della risposta immunitaria per cause legate alla patologia di base o legate a trattamenti farmacologici.
Tra queste categorie vi sono i pazienti dializzati e i trapiantati di rene.
«Conservare la memoria del passato è stato uno dei compiti prioritari dell’uomo, perché il rischio era quello di dimenticare». Con l’avvento di Internet questo processo è stato capovolto, nel senso che ogni cosa viene ricordata e l’identità personale del singolo si trasforma in un’identità “estesa”, rispetto alla quale sorgono nuovi inquietanti problemi. Carlo Formenti, nell’introdurre il libro di V. M. Schönberger Delete. Il diritto all’oblio nell’era digitale, scrive: «[D]imenticare è facile, in quanto l’oblio è inscritto negli stessi meccanismi della specie» (p. VIII).
È qui che, piuttosto che lo sforzo messo in opera per ricordare, prende corpo lo sforzo opposto: quello di dimenticare, compresa la rimozione dalla memoria di quei contenuti che compromettono la reputazione di una persona.
Naturalmente, prima di procedere a tale compito, è necessario intendersi sul significato attuale di memoria.
Quella che è stata, con un’associazione tutt’altro che azzardata, definita dall’esperto di web intelligence Andrea Barchiesi la nuova biblioteca di Alessandria (La tentazione dell’oblio, Angeli, Milano, 2016, p. 23), cioè Google, è, di fatto, la nostra nuova memoria, ma una memoria dalle dimensioni smisurate che possiede elemento di assoluta novità – la caratteristica di essere connessa in una rete e alla quale chiunque può accedere in ogni parte del mondo (ibid).