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Una questione di oblio

di Aldo Nardi

«Conservare la memoria del passato è stato uno dei compiti prioritari dell’uomo, perché il rischio era quello di dimenticare». Con l’avvento di Internet questo processo è stato capovolto, nel senso che ogni cosa viene ricordata e l’identità personale del singolo si trasforma in un’identità “estesa”, rispetto alla quale sorgono nuovi inquietanti problemi. Carlo Formenti, nell’introdurre il libro di V. M. Schönberger Delete. Il diritto all’oblio nell’era digitale, scrive: «[D]imenticare è facile, in quanto l’oblio è inscritto negli stessi meccanismi della specie» (p. VIII).

È qui che, piuttosto che lo sforzo messo in opera per ricordare, prende corpo lo sforzo opposto: quello di dimenticare, compresa la rimozione dalla memoria di quei contenuti che compromettono la reputazione di una persona.

Naturalmente, prima di procedere a tale compito, è necessario intendersi sul significato attuale di memoria.

Quella che è stata, con un’associazione tutt’altro che azzardata, definita dall’esperto di web intelligence Andrea Barchiesi la nuova biblioteca di Alessandria (La tentazione dell’oblio, Angeli, Milano, 2016, p. 23), cioè Google, è, di fatto, la nostra nuova memoria, ma una memoria dalle dimensioni smisurate che possiede elemento di assoluta novità – la caratteristica di essere connessa in una rete e alla quale chiunque può accedere in ogni parte del mondo (ibid).

Rene&Salute | Giugno 2021 | Anno XXXVI n. 1/2

Rene & Salute 2021.1-2

Sommario:

3 Vaccini, vaccini ed ancora vaccini!
di Danila Bassetti

5 Vaccinazione anti-COVID19 per i pazienti trapiantati
di Anna Gentili

7 Sulle due ruote per la salute dei reni
di Luigi Tomio

10 La nefrologia altoatesina attraverso le parole del suo Primario
a cura di Diana Zarantonello

14 Il nuovo primario di neurochirurgia
a cura di Diana Zarantonello

17 Effetti positivi e negativi del potassio
di Federica Berchielli

Il pianeta in tavola: diminuire il proprio impatto ambientale grazie all’alimentazione

di Denise Filippin*

Le attività umane hanno un impatto sull’ambiente. Per ridurlo si stanno intraprendendo molte azioni: riciclaggio, riduzione degli imballaggi, passaggio a fonti energetiche rinnovabili, incentivi per la conversione energetica di edifici.

Tra tutti gli interventi non viene quasi mai menzionata la possibilità di agire sulla scelta degli alimenti da portare in tavola: l’impatto ambientale dell’alimentazione è un argomento molto studiato ma ancora poco noto e divulgato.
Il termine ecologia della nutrizione è stato coniato nel 1986 da un gruppo di studiosi dell’Università di Giessen in Germania. Si tratta di una scienza interdisciplinare, che prende in esame tutte le componenti della catena alimentare e ne valuta gli effetti in relazione a quattro aspetti: salute umana, ambiente, società ed economia. Quantifica numericamente gli impatti considerando tutto il processo produttivo, “dalla culla alla tomba”, cioè dall’inizio della produzione fino allo smaltimento finale dei rifiuti.

Anche se non è il primo tipo di attività a cui si pensa, quando si parla di inquinamento, il settore alimentare è a tutti gli effetti un processo produttivo che, come tutti i processi produttivi, ha un impatto ambientale dovuto al consumo di risorse e all’emissione di inquinanti.

Aggiornamento in tema di vaccinazione COVID-19 in Trentino

Nella recente Conferenza Stato-Regioni avvenuta lo scorso 11 marzo, è stato chiarito in modo dettagliato quali siano le categorie di pazienti considerate “ad elevata fragilità” che devono avere la priorità nella campagna vaccinale. A tal proposito è stata accolta la richiesta portata avanti dalla Società Italiana di Nefrologia di dare priorità ai pazienti dializzati, trapiantati e in attesa di trapianto renale (che infatti sono stati inseriti nella categoria più a rischio).

A livello provinciale possiamo confermare che l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari si sta attivando per mettere in pratica tale indicazione. I pazienti emodializzati che non hanno già effettuato il vaccino saranno vaccinati direttamente nel Centro Dialisi di riferimento (verranno comunicate a breve le date). Riguardo invece ai pazienti in dialisi peritoneale, trapiantati e in lista d’attesa di trapianto, sono già stati forniti i nominativi all’Azienda Sanitaria, che provvederà a contattarli per eseguire la vaccinazione.

A questo link potete leggere le indicazioni del Centro Nazionale Trapianti riguardanti la vaccinazione dei pazienti trapiantati:

Covid-19, la campagna vaccinale per trapiantati e pazienti in lista

Il vaccino risulta fortemente raccomandato, quindi vi invitiamo ad approfittare di questa importante opportunità!

Tesseramento annuale APAN

Carissimi amici e associati, spero innanzitutto stiate bene!

Vi scrivo per invitarvi a rinnovare la tessera annuale dell’APAN, per questo 2021.

Nell’anno precedente purtroppo molte iniziative in presenza che avevamo in mente di organizzare sono saltate per via della pandemia, ma speriamo presto di riprendere con le nostre attività. Siamo tuttavia riusciti ad assicurare la pubblicazione della nostra rivista, Rene&Salute, che ci auguriamo siano stati di vostro gradimento.

Vaccino anti-COVID nei pazienti dializzati, in attesa di trapianto e portatori di trapianto renale

Molti pazienti in questo periodo mi chiedono informazioni riguardo alla vaccinazione.

Vi informo che attualmente è in atto un confronto a livello istituzionale, tra la Società Italiana di Nefrologia, nella figura dell’attuale Presidente Prof. Pierluigi Messa, e l’Istituto Superiore di Sanità, con la richiesta di dare priorità alla vaccinazione dei pazienti dializzati (che nel caso contraggano il COVID-19 hanno più probabilità di sviluppare complicanze anche letali, come evidenziato da recenti studi). I pazienti dializzati sottoposti a vaccinazione anti-COVID-19 in Italia saranno poi seguiti in follow-up clinico e sierologico per valutare la risposta alla vaccinazione e l’insorgenza di eventuali effetti collaterali, secondo un protocollo di studio in stretta collaborazione con l’ISS e l’Istituto Spallanzani di Roma e con il supporto di AIFA e del Ministero della Salute.

Qui sotto il link alla comunicazione ufficiale:

https://sinitaly.org/2021/01/21/studio-vaccinazione-anti-covid-19-nelle-persone-in-dialisi-%e2%80%8c/

I pazienti in attesa di trapianto renale sono un’altra categoria per cui è stata chiesta priorità nella somministrazione del vaccino.

È giunto il momento di dare un colpo di reni

Motori della vita. Dall’Antico Testamento a Karen Blixen, passando per Ippocrate e Michelangelo, ecco la storia delle nostre fondamentali ghiandole. Che in Oriente sono chiamate «il mare dell’essenza»

di Vittorio Lingiardi

Dei reni si parla poco, a torto considerati organi di secondo piano, laggiù in lavanderia, custoditi nella parete posteriore dell’addome, a ripulirci dalle
scorie producendo liquidi di scolo. Eppure l’Antico Testamento li tiene in gran conto perché sede della coscienza morale. Dio, dice la Bibbia, «esamina i reni e il cuore». «Sei tu che hai formato i miei reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre», recita il Salmo 139. Per il Libro dei Proverbi possono addirittura sperimentare la gioia: «I miei reni esulteranno quando le tue labbra parleranno di rettitudine».

Un Cupido insolente. Lorenzo Lotto, Venere e Cupido (1530 circa), New York, Metropolitan Museum.

Il nome latino ren, renis potrebbe derivare, ma non v’è certezza, dal greco reo, scorrere. Di colore rosso bruno e a forma di fagiolo, i reni sono gli organi più vascolarizzati del corpo umano, attraversati ogni giorno da 180 litri di sangue. La loro missione è senz’altro idraulica, visto che da lì scorre l’urina che, dopo sofisticati processi di filtrazione e riassorbimento, consente l’eliminazione di sostanze dannose o in eccesso. «Cos’è l’uomo, se ci pensi bene, se non una macchina ingegnosa e minuziosamente impostata per trasformare, con infinita arte, il vino rosso di Shiraz in urina?», dice un personaggio delle Sette storie gotiche di Karen Blixen. L’evocazione enologica ci obbliga a menzionare i reni non umani, quelli dei poveri vitelli i cui rognoni finiscono trifolati sulle nostre tavole.

Emergenza Covid-19: l’impegno di Casa Hospice Cima Verde

a cura della Fondazione Hospice Trentino ONLUS

“Cure palliative e hospice” significa accogliere e accompagnare persone con malattie non più guaribili, assieme ai loro familiari, aiutandoli a vivere il
meglio possibile il tempo di vita che ancora c’è. L’emergenza Covid-19 e il conseguente periodo di isolamento ha avuto pesanti conseguenze su questa impostazione filosofica e sanitaria, anche presso la Casa Hospice Cima Verde. Il rigoroso rispetto delle indicazioni provinciali e nazionali e l’attenzione posta per la tutela di ospiti e operatori ha permesso di superare l’emergenza senza casi di contagio, ma Covid-19 ha significato per tutti noi privazione, fatica e anche dolore. Di seguito desideriamo raccontarvi com’è andata.

Operatori presso la Casa Hospice Cima Verde (foto di Alessio Coser).

Nell’anno 2000 la Provincia Autonoma di Trento aveva istituito il Servizio Provinciale Cure palliative e nel 2006, sulla base delle indicazioni del Ministero alla salute circa il fabbisogno di posti letto in Hospice (per il Trentino 28 posti letto), aveva realizzato una struttura per il soddisfare tale indicazione.

Rene&Salute | Dicembre 2020 | Anno XXXV n. 3/4

Rene & Salute 2020.1-2

Sommario:

3 Il contributo del Presidente SIN uscente Giuliano Brunori
a cura di Diana Zarantonello

6 Emergenza COVID 19
a cura della Fondazione Hospice Trentino ONLUS

9 Aforismi
a cura di Luisa Pevarello

10 Il nostro contributo per fermare il COVID-19
di Danila Bassetti

12 Il pianeta in tavola
di Denise Filippin

15 La vecchiaia che vorrei
di Roberta Lochi

18 I composti Poli e Perfluoroalchilici (PFAS)
di Michele Orlandi