Questa è la domanda che quest’anno si è deciso di utilizzare per festeggiare la Giornata Mondiale del Rene, che si tiene il 13 marzo.
Per sottolineare da una parte il fatto che in media solo il 10% circa di persone con malattia renale sono a conoscenza di soffrire di questa patologia, che, come sappiamo, decorre per la maggior parte silente, per dare poi sintomi solo nelle fasi più avanzate. E per sottolineare anche l’importanza di una diagnosi precoce: infatti con i nuovi farmaci che stanno divenendo disponibili si stima che, se intercettato in fasi precoci, il danno renale può essere significativamente rallentato nel suo decorso.
Il convegno è l’ultimo di quattro eventi nell’ambito del ciclo di incontri “Parliamo di cure palliative”, di cui parliamo in questo articolo. L’11 novembre, in occasione della Giornata nazionale delle cure palliative, si è tenuta una conferenza stampa a Palazzo Geremia (Trento) per presentare al pubblico questo evento, rivolto a promuovere la rete delle cure palliative sul territorio provinciale. In quell’occasione, la dott.ssa Diana Zarantonello, nefrologa e Dirigente medico dell’Unità operativa nefrologia ed emodialisi – multizonale dell’APSS presso l’Ospedale Santa Chiara di Trento, ha discusso le ragioni e le finalità del convegno:
La forza della fragilità è la cura, la forza della cura è la collaborazione
L’11 novembre (giorno di San Martino) si celebra la Giornata Nazionale delle Cure Palliative. Il mantello (pallio) di San Martino è divenuto infatti il simbolo del prendersi cura delle persone in stato di particolare fragilità, come quelle affette da malattie non più guaribili. Attorno a tale data diverse istituzioni (fondazioni, associazioni professionali, associazioni di volontariato, ecc.) che fanno parte della rete delle cure palliative e sono attivamente impegnate nella cura delle persone, nella formazione degli operatori e nella sensibilizzazione della popolazione, hanno deciso di collaborare nell’organizzare e proporre quattro iniziative. Esse sono diverse tra loro ma collegate dall’interesse per il miglioramento, la conoscenza e la diffusione della cultura palliativa e del suo particolare approccio ai temi della malattia e della sofferenza.
Due sono rivolte a operatori della salute (psicologi, psicoterapeuti, medici ospedalieri, ecc.) con obiettivi prevalentemente formativi e di aggiornamento professionale, due sono rivolte all’intera popolazione con fini di sensibilizzazione e di confronto aperto.
Programma:
7.11.2024 || La mia anima urla ore 20:30 – Auditorium del Conservatorio Bonporti, via S.G. Bosco 4, Trento
8.11.2024 || 5° Convegno Nazionale Psicologi e Psicoterapeuti CPP ore 8:30 – Aula magna del Vigilianum, via M. Endrici 14, Trento
12.11.2024 || Cultura palliativa: non solo tema di fine vita ore 14 – Sala Nones del Palazzo Benvenuti, via Belenzani 12, Trento
20.12.2024 || Le cure palliative nelle patologie d’organo “end-stage”: attualità e prospettive ore 8:30 – Auditorium Centro Servizi Sanitari, viale Verona 210, Trento
Esercitarsi a vivere il tempo presente apre alla meraviglia della vita. L’esercizio della morte ci insegna a farlo. Una riflessione
Laura Campanello ci guida in una riflessione su come la consapevolezza della nostra finitezza possa aprire il nostro sguardo alla meraviglia del vivere il tempo presente.
Calvino scrisse che il paradiso è in terra e l’inferno è non accorgersene. Epicuro disse che una e la medesima è l’arte del ben vivere e del ben morire e Seneca scrisse che dobbiamo imparare tutta la vita a vivere e morire. Secondo la filosofia come stile di vita hanno proprio ragione: solo esercitarsi a vivere il tempo presente apre alla meraviglia della vita e solo l’esercizio della morte ci insegna a farlo.
Ormai anche Barbie ha scoperto che solo la consapevolezza della morte apre alla trasformazione verso una vita autentica, una identità integrata e libera, nonché una spiritualità profonda e generativa di bellezza per sé e per gli altri, per l’ecosistema.
Laura Campanello | Filosofa, specializzata in pratiche filosofiche, socia della scuola Philo, opera come Consulente Pedagogica e Analista Biografica a Orientamento Filosofico (Abof). Ascolta storie di vita, vicende di persone che vogliono stare bene ed essere felici nonostante tutto, che chiedono di ritrovare sempre la meraviglia nelle piccole e grandi cose e di poter rinascere. Collabora con il Corriere della Sera ed è autrice di vari libri. Il più recente è Ritrovare l’anima – Esercizi filosofici per disegnare la propria via spirituale verso la felicità (BUR Edizioni). Cura la rubrica Ricordati di vivere sul suo canale Youtube.
Evento a ingresso libero. È consigliata la prenotazione.
Le prenotazioni vanno confermate all’ingresso del luogo dell’evento, entro 15 minuti dall’inizio dell’appuntamento.
Ospiti della dott.ssa Vittoria Agostini su Trentino TV nella puntata di Meeting del 9 marzo, il dottor Giuliano Brunori, primario dell’Unità operativa nefrologia ed emodialisi dell’APSS nonché Direttore sanitario e coordinatore del Centri dialisi di Rovereto, Arco, Tione, Borgo Valsugana, Cles e Cavalese, la dottoressa Diana Zarantonello, dirigente medico presso l’Unità operativa nefrologia ed emodialisi e Presidente di APAN, e la dottoressa Nadia Buccella, dirigente medico dell’Unità operativa nefrologia ed emodialisi e responsabile dell’Ambulatorio di trapianto renale.
“La Giornata mondiale del rene del 10 marzo – spiega la dott.ssa Zarantonello nel corso della trasmissione – è dedicata all’auspicio di colmare il divario di conoscenze che c’è sulla malattia renale. Sappiamo che circa una persona su dieci soffre di malattia renale. In Italia abbiamo circa 45.000 pazienti in dialisi e ci aspettiamo nei prossimi anni che la malattia renale diventerà la quinta causa di mortalità a livello mondiale.”